Nel verde della catena degli Alburni, a circa settanta km da Salerno, in un suggestivo anfiteatro naturale sono situate le Grotte dell'Angelo o di Pertosa. Studi recenti ne fanno risalire l'origine a circa trentacinque milioni di anni or sono. Numerosi reperti dimostrano che le Grotte furono abitate fin dall'età della pietra; Greci e Romani adibirono l'antro a sede di culto ed infine i Cristiani le consacrarono a SanLe Grotte dell'Angelo, che si snodano per circa 2500 metri attraverso gallerie, cunicoli ed immense caverne, si caratterizzano per la bellezza delle conformazioni di stalattiti e stalagmiti, per l'imponenza delle caverne, e perchè, uniche in Italia, per visitarle occorre percorrere un laghetto originato da un fiume sotterraneo. Un barcone, sapientemente guidato si inoltra nelle viscere della terra per alcune centinaia di metri, lì il silerizio è rotto solo dal rumore delle acque e dalle esclamazioni di sorpresa. Dopo pochi minuti di navigazione si approda, ed inizia l'incanto. Una meravigliosa cascata creata dal fiume Negro porta echi di tempi lontani, stalattiti e drappi di candido alabastro pendono dalla volta delle caverne, stalagmiti dalle forme piu strane catturano lo sguardo incredulo, si passa attraverso cunicoli e corridoi arabescati illuminati dal gioco sapiente delle luci, in immensi saloni ognuno dei quali porta un nome e si incontrano concrezioni incredibili che la natura ha creato in milioni di anni.

L'imponente complesso, dedicato a San Lorenzo, è uno dei più grandiosi monumenti del Barocco dell'Italia Meridionale. Si trova ai piedi del centro abitato di Padula, a 532 metri di altezza, e occupa una superficie di 51.500 metri quadrati tra meravigliosi cortili, chiostri e giardini. La sua costruzione fu voluta nel 1306 dal nobileTommaso Sanseverino conte di Marsico e signore di Padula. Iniziati in quelI'anno, i lavori si protrassero fino ai primi dell'800, imprimendole i caratteri del Barocco e conferendole l'aspetto grandioso e suggestivo che faranno dichiarare laCertosa di Padula monumento nazionale già nel 1882.
L'edificio ospitò un monastero aperto a pellegrini e forestieri, tra i quali, nel 1535, lo stesso sovrano Carlo V di ritorno da Tunisi. Per lui e il suo numeroso seguito si vuole che i monaci preparassero una colossale frittata di ben 1.000 uova. Durante il periodo Francese, la Certosa fu soppressa come edificio religioso per ospitare 20.000 soldati. I monaci certosini rientrarono col ritorno sul trono dei Borbone dopo la caduta dell'Impero Napoleonico. Durante i due grandi confitti mondiali (15-18 e 40-44) la Certosa fu adibita anche a campo di concentramento. La costruzione, come l'iberico Escurial, ha la pianta a forma di graticola (per ricordare il martirio diSan Lorenzo), col "manico" rappresentato dalle due braccia che chiudono l'atrio e i "ferri" costituiti dai quartieri dei certosini. Il tutto è sovrastato dalla grande scala a semicerchio e dalla cupola. Nella costruzione seguono l'Atrio e la Facciata. Il primo è
chiuso da due braccia di fabbrica dove si trovavano scuderie, farmacie e officine al
pianoterra, oggi sedi di uffici, e, al piano superiore, le camere dei pellegrini. Nel Cortile c'è una bella fontana. La Facciata barocca, del 1718, a doppio ordine di colonne, è decorata con le statue dei Santi Brunone, Lorenzo, Pietro e Paolo poste in altrettante nicchie. Oltre l'ingresso c'è un lungo corridoio al termine del quale si snoda lo Scalone. A destra dell'ingresso si trova un Chiostro cinquecentesco, con portico, loggia e fontana, intorno al quale ci sono gli ambienti dellaForesteria. L'ingresso alla Chiesa, attraverso una porta datata 1374, è ornato di bassorilievi con scene della Villa di S. Lorenzo.

Paestum

I Romani arricchirono la città di grandi edifici tra cui il portico del Foro, le terme,l'Anfiteatro ed il cosiddetto Tempio della Pace.Paestum prosperò fino al tardo impero; per le mutate esigenze politiche di Roma, rivolte verso l'Oriente, come molti centri costieri, la città cominciò a cadere in una crisi irreversibile fino a che i suoi abitanti si ridussero ad una esigua comunità, convertita al Cristianesimo, concentratasi nelle vicinanze del Tempio di Cerere, mentre altri salivano le colline vicine per sfuggire alla malaria che vi si era diffusa nonchè alle incipienti incursioni dei Saraceni. Si spiega così il sorgere di una città in collina che, nel medioevo, tra il IX ed il XIII secolo, ebbe importanza commerciale e strategica specialmente durante il periodo imperiale di Federico II, e che sostituì ed assunse quasi quello che era ruolo di Paestum nell'antichità.
Questa città ebbe il nome di Caput Aquis perchè sovrastava le ricche sorgenti di
Capodifiume, già sede di culti nel periodo greco e romano, e oggi ricordata dai locali
cittadini col nome "Capaccio Vecchio".
In seguito alla partecipazione alla congiura dei baroni contro il grande imperatore,
Capaccio fu assediata da Federico II che la espugnò e distrusse nel 1246.
Dopo l' abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli pur se i suoi templi si ergevano sempre solenni tra la fitta vegetazione e ben visibili dal mare.
Templi di Paestum
Un pò di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del '500 e '600 che, con le loro citazioni su monumenti e caratteristiche del luogo, ne risvegliarono interesse e curiosità.
Ma la "riscoperta" vera e propria ha inizio nella prima metà del '700 quando scrittori, poeti ed artisti di molte nazionalità (tra i quali Goethe, Shelley Canova, Piranesi)
cominciarono a frequentare e ad interrogare le vestigia della rinomata città greca (moda conosciuta sotto il nome di "Grand Tour") diffondendone la fama per tutta l'Europa. L'effetto immediato di questo fenomeno condizionò tutta la cultura europea, infatti è facilmente riscontrabile che tutta l'architettura neoclassica, non solo del vecchio continente ma persino di quello americano, è stata influenzata dallo stile dorico dei templi di Paestum. Il fatto è stato evidenziato recentemente da una mostra che ha viaggiato dall'America all'Italia sotto il significativo nome "La Fortuna di Paestum".

Fu fondata dai Focei nel 540 A. C.. I Focei, uomini che non accettarono la dominazione Persiana, dopo 20 anni di peregrinazioni nel Mediterraneo, scelsero questa collina delCilento che tanto richiamava alla loro mente la terra patria.
Erano marinai e mercanti con I'indomabile pensiero della libertà.
Costruirono la loro città, la fortificarono, la dotarono di due porti e non combatterono mai alcuna battaglia. Anche con Roma, ELEA, divenuta VELIA, trattenne rapporti commerciali, politici, culturali, senza perdere la sua autonomia.
Bruto, dopo I'uccisione di Cesare, si rifugiò aVELIA, e, Marcantonio, partito al suo
inseguimento, lo attese al largo senza entrare in città. Per la mitezza del clima, I'ospitalità e I'alto tenore di vita degli abitanti, VELIA divenne meta di soggiorno di numerose personalità tra i quali Cicerone, Paolo Emilio e Orazio.
VELIA diede i natali a Parmenide, Zenone ed ospitò Senofone di Colofone.
Parmenide e Zenone fecero anche un viaggio ad Atene per confrontarsi con i filosofi della madrepatria.
I figli di VELIA fondarono la Scuola Elatica che ancora oggi, informa gran parte del
pensiero del nostro tempo. Fu anche sede di una scuola di medicina e meta di infermi che accorrevano al suo asclepeio per le cure.
La Scuola Medica Salernitana fu la diretta discendentte della Eleatica, perpetuando nei secoli i principi ispiratori.
La decadenza venne lentamente con I'interramento dei porti, alluvioni, incursionipiratesche, la peste, i terremoti. Nei secoli se ne perse persino il ricordo e oggi i resti visitabili, secondo autorevoli stime, sono il 15 % dell'intera città.

Lasciatevi incantare da questo luogo, antica dimora di imperatori. Sarete affascinati dall'atmosfera paradisiaca. 
Vi imbarcherete dal porto di Agropoli, a 10 Km da San Marco, sugli aliscafi che attraversano il Golfo di Salerno (1 ora).

 

 

 

 

 

 

Nel 79 A.C. Il Vesuvio entra in eruzione, la più violenta della sua storia. La lava e le ceneri fisseranno per sempre la vita nelle città di Pompei e di Ercolano.
A 80 Km di San Marco (1 ora) si innalza il sito archeologico più prestigioso al mondo.

 

 

 

 

 

Amalfi, Positano, Ravello, Vietri...
Un incanto che non conosce fine...
In questi luoghi, oltre le bellezze naturali, scoprirete l'artigianato locale, come le decorazioni su ceramica famose in tutto il mondo.
La Costiera Amalfitana inizia a nord di Salerno (60 Km da San Marco - 45 min.).